CAPODANNO MULTIETNICO A LAMEZIA TERME CON DANIELE SEPE E LA SUA BRIGADA
Pubblicata: Mercoledì, 2 Dicembre 2009
Sarà un Capodanno multietnico quello voluto da Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme, terza città della Calabria per abitanti, principale nodo commerciale e di comunicazione della regione. La quarta edizione del suo Capodanno Giovani si intitolerà, infatti, “Nostra Patria è il Mondo”, prendendo spunto dal progetto artistico, musicale e sociale di Daniele Sepe che, alle 0,30 del 31 dicembre, terrà il suo concerto nella suggestiva Piazza della Cattedrale insieme a tutta la sua “Brigada Internazionale”.
Musica da tutto il mondo da ascoltare e da ballare e, soprattutto, musicisti di tutte le razze, in quello che si preannuncia come un Capodanno all’insegna dell’ allegria, tra i più divertenti in programma in Italia.
Con Daniele Sepe, sull’immenso palcoscenico coperto che sarà allestito come tradizione nel cuore del Centro Storico, tutta la sua Brigada composta da Doris Lavin, voce, Cuba, Florian, chitarra e voce, Romania, Auli Kokko, voce, Svezia, Ismail Niang, voce, Senegal, Arlen Azevedo, chitarra e voce, Brasile, Marzouk Mejiri, percussioni e voce, Tunisia, Cruz Lemos Edmilson “Carcarà”, percussioni, Brasile, Roberto Caroino Bastos, percussioni e voce, Brasile, Roberto Argentino Lagoa, percussioni e voce, Argentina, Roberto Schiano, trombone, Italia, Franco Giacoia, chitarra elettrica, Italia, Piero de Asmundis, tastiere, Italia, Gigi De Rienzo, basso, Italia, Raffaele Di Fenza, batteria, Italia. L’ ingresso è libero e si prevede un afflusso di almeno ventimila giovani da tutta la regione, come già accaduto in quelli precedenti con il trio Turci-Gazzè-Rei, la Bandabardò e Caparezza.
“I nostri eventi musicali e di spettacolo – dice il sindaco Gianni Speranza – sono rivolti soprattutto ai giovani. Innanzitutto a loro è rivolta la nostra attenzione, anche attraverso occasioni di divertimento, di pacifica aggregazione e di riflessione, con proposte di qualità e forti contenuti sociali. Sono queste le caratteristiche principali dei progetti che abbiamo pensato e avviato con successo, come il Lamezia Demofest, il 1° Maggio, il Capodanno Giovani e diversi altri. Sono certo che daremo un benvenuto al 2010 in modo allegro, tutti insieme, ancora una volta nel salotto storico della città. Ci auguriamo di accogliere migliaia di persone, come accade ogni anno, in un clima di festa e divertimento, nella speranza che il nuovo anno porti nella nostra città e in tutto il Sud pace, lavoro, legalità e benessere.” A Speranza fanno eco Francesco Cicione, assessore alla comunicazione e Giandomenico Crapis, delegato alla cultura: “Lamezia Terme vuole proporsi come città del Mediterraneo, capace di ospitare pensieri, spiriti e culture diverse, nel disegno di una Calabria ed un mezzogiorno migliori. Questi eventi sono tasselli di un progetto più ampio e complesso che vuole trasformare l’immagine e la qualità della vita della Città e del suo vasto hinterland, anche e soprattutto attraverso la cultura.”L’evento è predisposto dalla Show Net di Ruggero Pegna, nota per le sue proposte spesso connotate da forti significati socio-umanitario. “La musica non conosce confini e colori della pelle, ma soltanto i colori del cuore – dice Pegna – La grande musica è quella che sa emozionare. Da sempre ogni continente con la sua musica contamina il resto del mondo. Una contaminazione sana e pulita che rende i popoli e soprattutto i giovani, davvero più vicini e uniti.”Daniele Sepe, straordinario musicista partenopeo, presenta così il suo progetto: "Una società in cui un oggetto per produrre musica si progetta negli Stati Uniti, si produce in condizioni ignobili in Cina e poi viaggia per tutto il pianeta senza limitazioni, diventando un oggetto di culto, dovrebbe essere una società muta, senza musica e senza gioia. Se le merci possono attraversare i cinque continenti senza problemi, mentre uomini, donne e bambini sono costretti tra mille pericoli a scampare fame, ingiustizia e guerra, significa che dovremmo per decenza perdere la voce. "Nostra patria è il mondo intero" recitava una vecchia canzone anarchica, ma si sa gli anarchici finivano ghigliottinati, garrotati o in galera, mentre le loro maestà di ieri e di oggi ancora ci guardano dalle loro statue nelle nostre piazze, o sguazzano nelle piscine del Billionaire. Un mondo al contrario! Ma muti non vogliamo stare e a cantare e ballare non devono restare solo questi "birichini". In attesa della grande rivoluzione, la Brigada Internazionale porta in giro la meravigliosa musica della gente più povera della terra. E lo fa in allegria. Per dispetto."
Musica da tutto il mondo da ascoltare e da ballare e, soprattutto, musicisti di tutte le razze, in quello che si preannuncia come un Capodanno all’insegna dell’ allegria, tra i più divertenti in programma in Italia.
Con Daniele Sepe, sull’immenso palcoscenico coperto che sarà allestito come tradizione nel cuore del Centro Storico, tutta la sua Brigada composta da Doris Lavin, voce, Cuba, Florian, chitarra e voce, Romania, Auli Kokko, voce, Svezia, Ismail Niang, voce, Senegal, Arlen Azevedo, chitarra e voce, Brasile, Marzouk Mejiri, percussioni e voce, Tunisia, Cruz Lemos Edmilson “Carcarà”, percussioni, Brasile, Roberto Caroino Bastos, percussioni e voce, Brasile, Roberto Argentino Lagoa, percussioni e voce, Argentina, Roberto Schiano, trombone, Italia, Franco Giacoia, chitarra elettrica, Italia, Piero de Asmundis, tastiere, Italia, Gigi De Rienzo, basso, Italia, Raffaele Di Fenza, batteria, Italia. L’ ingresso è libero e si prevede un afflusso di almeno ventimila giovani da tutta la regione, come già accaduto in quelli precedenti con il trio Turci-Gazzè-Rei, la Bandabardò e Caparezza.
“I nostri eventi musicali e di spettacolo – dice il sindaco Gianni Speranza – sono rivolti soprattutto ai giovani. Innanzitutto a loro è rivolta la nostra attenzione, anche attraverso occasioni di divertimento, di pacifica aggregazione e di riflessione, con proposte di qualità e forti contenuti sociali. Sono queste le caratteristiche principali dei progetti che abbiamo pensato e avviato con successo, come il Lamezia Demofest, il 1° Maggio, il Capodanno Giovani e diversi altri. Sono certo che daremo un benvenuto al 2010 in modo allegro, tutti insieme, ancora una volta nel salotto storico della città. Ci auguriamo di accogliere migliaia di persone, come accade ogni anno, in un clima di festa e divertimento, nella speranza che il nuovo anno porti nella nostra città e in tutto il Sud pace, lavoro, legalità e benessere.” A Speranza fanno eco Francesco Cicione, assessore alla comunicazione e Giandomenico Crapis, delegato alla cultura: “Lamezia Terme vuole proporsi come città del Mediterraneo, capace di ospitare pensieri, spiriti e culture diverse, nel disegno di una Calabria ed un mezzogiorno migliori. Questi eventi sono tasselli di un progetto più ampio e complesso che vuole trasformare l’immagine e la qualità della vita della Città e del suo vasto hinterland, anche e soprattutto attraverso la cultura.”L’evento è predisposto dalla Show Net di Ruggero Pegna, nota per le sue proposte spesso connotate da forti significati socio-umanitario. “La musica non conosce confini e colori della pelle, ma soltanto i colori del cuore – dice Pegna – La grande musica è quella che sa emozionare. Da sempre ogni continente con la sua musica contamina il resto del mondo. Una contaminazione sana e pulita che rende i popoli e soprattutto i giovani, davvero più vicini e uniti.”Daniele Sepe, straordinario musicista partenopeo, presenta così il suo progetto: "Una società in cui un oggetto per produrre musica si progetta negli Stati Uniti, si produce in condizioni ignobili in Cina e poi viaggia per tutto il pianeta senza limitazioni, diventando un oggetto di culto, dovrebbe essere una società muta, senza musica e senza gioia. Se le merci possono attraversare i cinque continenti senza problemi, mentre uomini, donne e bambini sono costretti tra mille pericoli a scampare fame, ingiustizia e guerra, significa che dovremmo per decenza perdere la voce. "Nostra patria è il mondo intero" recitava una vecchia canzone anarchica, ma si sa gli anarchici finivano ghigliottinati, garrotati o in galera, mentre le loro maestà di ieri e di oggi ancora ci guardano dalle loro statue nelle nostre piazze, o sguazzano nelle piscine del Billionaire. Un mondo al contrario! Ma muti non vogliamo stare e a cantare e ballare non devono restare solo questi "birichini". In attesa della grande rivoluzione, la Brigada Internazionale porta in giro la meravigliosa musica della gente più povera della terra. E lo fa in allegria. Per dispetto."
« indietro




